JESUS ALBERTO + MAIRA ALEJANDRA

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Quando l'impossibile diventa possibile

Jesus Alberto & Maira Alejandra, Settembre 12,2026

Un matrimonio così capita una volta nella vita. Ed è proprio per questo che voglio raccontarvelo in ogni sua sfaccettatura. 

Chi è stato l’artefice di questa storia ?

L’artefice di questa storia, a dir poco impossibile, è stato un sacerdote che tra poco vi presenterò. Siamo abituati a pensare ai matrimoni da sogno come a qualcosa fatto di chiese pieni di fiori, ville spettacolari, abiti firmati, wedding planner e flower designer. Questo matrimonio non aveva nulla di tutto questo. Eppure aveva qualcosa di molto più difficile da trovare: una comunità capace di mettersi in gioco e di trasformare l’impossibile in possibile. Io vengo da un piccolo paese in provincia di Roma, Gorga. Poche anime. Quelle stesse anime che si conoscono tutte, che si incontrano per strada e che, quando serve, sanno diventare una cosa sola. 

A Gorga ci sono nato e cresciuto. Ed è proprio per questo che non potevo non accettare questa sfida. L’artefice di tutto è Padre Efrain. Prima ancora che un sacerdote, un amico. È arrivato dalla Colombia 25 anni fa e, in poco tempo, è riuscito a farsi amare da tutti. Credo che nemmeno lui avrebbe mai immaginato che, dopo 25 anni, quella comunità sarebbe stata capace di fare una cosa del genere per suo fratello. Un giorno mi dice: “Non prendere impegni il 12 settembre. Mio fratello viene dalla Colombia per sposarsi a Gorga e voglio che gli fai qualche scatto. E, se possibile, facciamo una videochiamata per far vedere il matrimonio a chi è in Colombia.” Io, come faccio con ogni matrimonio, parto con le mie classiche domande: 

  • “Dove si preparano?” 
  • “Dove andiamo a cena?” 
  • “Quanti invitati ci saranno?”

La risposta fu più o meno questa: “Boh, ancora non lo so. Poi vediamo. L’unica cosa certa è che è aperto a tutti e facciamo tutto in piazza.” 

In quel preciso istante ho capito che sarebbe stata una sfida. E non una sfida semplice. Mancava poco più di un mese al matrimonio. A circa 20 giorni dalla data arriva la prima riunione. Bisognava organizzare tutto: l’allestimento della chiesa, quello della piazza, il menu della cena, i tavoli, il servizio. E sì, avete capito bene: non ci sarebbero stati professionisti del settore. Ci sarebbero stati volontari. Persone che, semplicemente, avevano deciso di mettersi in gioco per fare in modo che tutto riuscisse nel migliore dei modi. Erano previste circa 350-400 persone. E le previsioni, purtroppo, erano anche corrette. Proprio in quel momento è uscita fuori la vera forza di una comunità. Abbiamo formato due squadre. Da una parte chi aveva più esperienza e si sarebbe occupato del menu e dell’organizzazione della cena. Dall’altra io, Anna Maria e tutti quelli che ci avrebbero aiutato con l’allestimento della piazza e il servizio ai tavoli. 

Padre Efrain continuava a ripeterci: “Deve essere una cosa semplice. Dobbiamo solo festeggiare tutti insieme.” Ma restava pur sempre un matrimonio. E quindi, ovviamente, siamo andati per la nostra strada. Io e Anna Maria, dopo dieci anni passati a fotografare matrimoni, qualche addobbo lo avevamo visto. Abbiamo buttato giù qualche idea che, giorno dopo giorno, è stata affinata, modificata e poi messa in pratica. Noi potevamo dare le idee. Ma sapevamo benissimo che quel giorno non avremmo potuto stare al loro fianco per occuparci dell’allestimento. Perché dovevamo fare la cosa che ci rende più felici al mondo: raccontare un matrimonio. I giorni passavano senza sosta. E mentre la macchina organizzativa procedeva, la mia mente malvagia trasformava una semplice videochiamata per far seguire il matrimonio dall’altra parte dell’oceano in una vera e propria diretta. Con tanto di regia. Così ho chiesto aiuto ad altri ragazzi che, ancora una volta, hanno risposto presente. In pochi giorni abbiamo messo insieme tutto il necessario perché quella diretta potesse funzionare. Ormai ci siamo. Mancano poche ore al matrimonio. E finalmente conosciamo gli sposi. Due ragazzi magnifici, pieni d’amore, che forse non si aspettavano minimamente un’accoglienza del genere. E quella accoglienza, quell’amore, non sono arrivati per caso. Sono il frutto di un lavoro durato 25 anni. Il lavoro di Padre Efrain. La mattina del 12 settembre, mentre alle prime luci dell’alba la cucina accende i propri fornelli, i ragazzi iniziano a montare i tavoli per accogliere quasi 400 persone. Padre Alberto prepara con maestria le composizioni floreali in chiesa. Noi facciamo gli ultimi check per la diretta. E da quel momento in poi si va in scena. 

È stato un pomeriggio frenetico. Pieno di emozioni. E, soprattutto, pieno di persone. Tutto è andato oltre le aspettative. E quando inizi a sentire persone dire: “Il colpo d’occhio della piazza, allestita in quel modo, era da brividi.” capisci che ne è valsa davvero la pena. Poi arriva la notte. La piazza lentamente si svuota. Le persone tornano a casa. I tavoli vengono sistemati. E proprio in quel momento ti fermi un secondo. Ti guardi intorno. E capisci che il miracolo, in qualche modo, si è avverato. Non perché tutto fosse perfetto. Ma perché tutti hanno fatto la propria parte. Ed è doveroso ringraziare chi tutto questo lo ha reso possibile. 

CUOCHI&CUOCHE: Pino – Anna – Luciana – Pina – Caterina – Luca – Sandra – Bruna – Giancarlo – Loredana 

DIRETTA VIDEO: Valerio – Pietro – Davide – Marcello 

FIORISTA: Padre Alberto 

MUSICA: Danilo 

Ma il mio più grande orgoglio sono stati i ragazzi. Spesso il mondo tende a descrivere le nuove generazioni come la parte peggiore della società. Io penso che, molto più spesso, il problema siano gli adulti che non sanno indicargli la strada. Questi ragazzi, invece, una guida l’hanno avuta. E quella sera, invece di passare un sabato di fine estate a divertirsi, erano tutti lì. A montare. A servire. A correre. A risolvere problemi. A ridere. A emozionarsi. E soprattutto a fare in modo che tutto andasse per il meglio. 

Luca M. – Laura – Clara – Ilenia – Gianmarco – Francesco – Elena – Martina -Benedetta B. – Pietro P. – Vanessa – Aihaa – Azzurra – Debora – Manuel – Andrea – Benedetta – Veronica – Giulia – Miriana – Silvia – Beatrice – Martina – Luca C. – Beatrice – Martina – Giorgia – Nicolò – Thiago – Pierluigi – Alessia – Giulia G. – Maria – Lorenzo – Pietro 

MASCOTTE: Manuel 

Vedere alcuni di voi emozionarsi perché ce l’avevamo fatta è stato magnifico. Perché alla fine, forse, è proprio questo che dovremmo ricordarci più spesso: 

“I giovani hanno più bisogno di esempi che di critiche.” 

E quella sera, a Gorga, di esempi ce ne sono stati davvero tanti. Spero di non aver dimenticato nessuno. E, nel dubbio, voglio ringraziare tutti. Tutti quelli che hanno messo a disposizione il proprio tempo, le proprie mani, le proprie idee e il proprio cuore. Perché questo matrimonio non è stato semplicemente organizzato. È stato costruito insieme. E forse è proprio per questo che, ancora oggi, a ripensarci, vengono i brividi. 

L’impossibile è diventato possibile !!! 

 

 

Cuando lo imposible se hace posible

Jesus Alberto & Maira Alejandra, Septiembre 12,2026

Un matrimonio así sucede una sola vez en la vida. Y es precisamente por eso que quiero contárselos en cada una de sus facetas.

¿Quién fue el artífice de esta historia?

El artífice de esta historia, por decir lo menos, imposible, fue un sacerdote que dentro de poco les presentaré.

Estamos acostumbrados a pensar en las bodas hechas de iglesias llenas de flores, villas espectaculares, vestidos de diseñador, wedding planners y flower designers. Este matrimonio no tenía nada de eso. Y, sin embargo, tenía algo mucho más difícil de encontrar: una comunidad capaz de involucrarse y de transformar lo imposible en posible.

Yo vengo de un pequeño pueblo de la provincia de Roma: Gorga. Pocos habitantes. 

Esas mismas personas que se conocen todas, que se encuentran por las calles y que, cuando hace falta, saben convertirse en una sola.

Yo nací y crecí en Gorga. Y precisamente por eso no podía dejar pasar este desafío. El artífice de todo fue el Padre Efrain. Antes que sacerdote, un amigo para todos. Llegó de Colombia hace 25 años y, en muy poco tiempo, logró ganarse el cariño de todos.

Creo que ni siquiera él habría imaginado que, después de 25 años, aquella comunidad sería capaz de hacer algo así por su hermano.

Un día me dice:

“No hagas planes para el 12 de septiembre. Mi hermano viene desde Colombia para casarse en Gorga y quiero que le tomes algunas fotos. Y, si es posible, hagamos una videollamada para que quienes están en Colombia puedan ver el matrimonio.”

Yo, como hago con cada matrimonio, comienzo con mis preguntas de siempre:

  • “¿Dónde se van a preparar?”
  • “¿Dónde vamos a cenar?”
  • “¿Cuántos invitados habrá?”

La respuesta fue más o menos esta: “No sé, todavía no tengo idea. Después vemos. Lo único seguro es que está abierto para todos y que vamos a hacer todo en la plaza del país. En ese preciso instante entendí que iba a ser un desafío. Y no uno sencillo. Faltaba poco más de un mes para la boda. A unos 20 días de la fecha llegó la primera reunión. Había que organizarlo todo: la decoración de la iglesia, la de la plaza, el menú de la cena, las mesas, el servicio. Y sí, entendieron bien: no habría profesionales del sector. Habría voluntarios. Personas que, simplemente, habían decidido ponerse manos a la obra para hacer que todo saliera de la mejor manera posible. Estaban previstas unas 350-400 personas. Y, lamentablemente, las previsiones también fueron acertadas. Fue precisamente en ese momento cuando salió a la luz la verdadera fuerza de una comunidad. Formamos dos equipos. Por un lado, quienes tenían más experiencia y se encargarían del menú y de la organización de la cena. Por el otro, Anna Maria, yo y todos aquellos que nos ayudarían con la decoración de la plaza y el servicio en las mesas.

El Padre Efrain no dejaba de repetirnos: “Tiene que ser algo sencillo. Solo tenemos que celebrar todos juntos.” Pero, al fin y al cabo, seguía siendo una boda. Y, por supuesto, nosotros seguimos nuestro propio camino. Anna Maria y yo, después de diez años fotografiando bodas, alguna que otra decoración habíamos visto. Empezamos a plantear algunas ideas que, día tras día, fueron tomando forma, modificándose y finalmente llevándose a la práctica. Nosotros podíamos aportar las ideas. Pero sabíamos perfectamente que ese día no podríamos estar a su lado para encargarnos de la decoración. Porque teníamos que hacer aquello que más felices nos hace en el mundo: Contar una boda. Los días pasaban sin parar. Y mientras toda la maquinaria organizativa avanzaba, mi mente malvada transformaba una simple videollamada para que pudieran seguir la boda desde el otro lado del océano en una verdadera transmisión en vivo. Con todo y producción incluida. Así que pedí ayuda a otros chicos que, una vez más, dijeron presente. En pocos días reunimos todo lo necesario para que aquella transmisión pudiera funcionar. Ya casi estamos. Faltan pocas horas para la boda. Y finalmente conocemos a los novios. Dos jóvenes maravillosos, llenos de amor, que probablemente jamás se imaginaron una bienvenida semejante. Y esa bienvenida, ese amor, no llegaron por casualidad. Son el resultado de un trabajo que duró 25 años del Padre Efrain. La mañana del 12 de septiembre, mientras con las primeras luces del amanecer la cocina encendía sus fogones, los chicos comenzaban a montar las mesas para recibir a casi 400 personas. El Padre Alberto preparaba con maestría los arreglos florales en la iglesia. Nosotros hacíamos las últimas pruebas para la transmisión.

Y desde ese momento en adelante, comenzó el espectáculo. Fue una tarde frenética, llena de emociones. Y, sobre todo, llena de gente. Todo salió bien incluso mejor de lo esperado. Y cuando empiezas a escuchar a las personas decir: “La vista de la plaza, decorada de esa manera, era realmente impresionante.”  Entiendes que todo el esfuerzo valió la pena. Después llego la noche, y la plaza poco a poco comienza a vaciarse, las personas regresan a sus casas, las mesas vuelven a quedar ordenadas, Y justo en ese momento te detienes por un segundo. Miras a tu alrededor. Y entiendes que, de alguna manera, el milagro se hizo realidad. No porque todo haya sido perfecto. Sino porque todos hicieron su parte. Y es justo agradecer a quienes hicieron posible todo esto.

COCINEROS Y COCINERAS: Pino – Anna – Luciana – Pina – Caterina – Luca – Sandra – Bruna – Giancarlo – Loredana 

TRANSMISIÓN EN VIVO: Valerio – Pietro – Davide – Marcello 

FLORISTA: Padre Alberto 

MÚSICA: Danilo 

Pero mi mayor orgullo fueron los chicos. Muchas veces el mundo tiende a describir a las nuevas generaciones como la peor parte de la sociedad. Yo pienso que, muchas más veces, el problema está en los adultos que no saben mostrarles el camino. Estos chicos, en cambio, sí tuvieron una guía. Y aquella noche, en lugar de pasar un sábado de final de verano divirtiéndose, estaban todos allí. Montando, Sirviendo, Corriendo, Resolviendo problemas, Riéndose, Emocionándose. Y, sobre todo, haciendo todo lo posible para que las cosas salieran de la mejor manera.

Luca M. – Laura – Clara – Ilenia – Gianmarco – Francesco – Elena – Martina -Benedetta B. – Pietro P. – Vanessa – Aihaa – Azzurra – Debora – Manuel – Andrea – Benedetta – Veronica – Giulia – Miriana – Silvia – Beatrice – Martina – Luca C. – Beatrice – Martina – Giorgia – Nicolò – Thiago – Pierluigi – Alessia – Giulia G. – Maria – Lorenzo – Pietro 

MASCOTA: Manuel 

 

Ver a algunos de ustedes emocionarse porque lo habíamos logrado fue maravilloso. Porque, al final, quizás esto es precisamente lo que deberíamos recordar más a menudo:

“Los jóvenes necesitan más ejemplos que críticas.”

Y aquella noche, en Gorga, hubo realmente muchos ejemplos. Espero no haber olvidado a nadie. Y, por si acaso, quiero agradecerles a todos. A todos aquellos que pusieron a disposición su tiempo, sus manos, sus ideas y su corazón. Porque este matrimonio no fue simplemente organizado, fue construido entre todos. Y quizás precisamente por eso, todavía hoy, cuando lo recuerdo, se me pone la piel de gallina.

Lo imposible se hizo posible !!!

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"Non si vede bene che col il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi"

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